Valle Orco Climbing Festival a Ceresole Reale

Ci sono festival che si raccontano attraverso un programma e altri che, una volta finiti, restano nelle conversazioni, nei sorrisi di chi è passatə attraverso l’area festival e ha incontrato vecchiə amichə, o ne ha conosciutə di nuovə, nelle mani segnate dagli incastri in fessura e nelle guance arrossate da un sole inaspettato. Il Valle Orco Climbing Festival appartiene a questa seconda categoria. Dal 24 al 27 settembre, Ceresole Reale è diventata ancora una volta il punto d’incontro di una comunità arrivata per arrampicare, imparare, ascoltare storie e condividere quattro giorni ai piedi del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Questa volta, ad accoglierla, c’era anche il sole. Dopo diversi anni in cui il maltempo aveva messo alla prova partecipanti e organizzazione, il VOCF 2026 ha trovato cieli sereni e temperature estive. Quattro giornate da vivere all’aperto, tra i blocchi della valle, le fessure e il village, assaporando fino in fondo gli ultimi giorni di un’estate che sembrava non voler lasciare Ceresole.
La sesta edizione si chiude con oltre 1.500 iscritti che hanno ritirato la goody bag e circa 15.000 passaggi complessivi nelle quattro giornate. A sottolineare la dimensione internazionale del raduno è un altro dato significativo: il 23% degliiscritti è di origine estera, quasi una persona su quattro. Un incontro di lingue, storie e modi di vivere l’arrampicata che ha trovato nel granito della Valle Orco e nella vita del village un terreno comune. Ai numeri si accompagna il riscontro raccolto dall’organizzazione: partecipanti, espositorə, partner, Comune e istituzioni coinvolte salutano il festival con grande soddisfazione.
Una nuova venue per il festival
Quest’anno il VOCF ha cambiato base, trovando una nuova area capace di accogliere la sua crescita. Una scelta attesa, che ha ricevuto uno dei riscontri più entusiasti dell’edizione.
Gli spazi più ampi e la vicinanza tra village, campeggio, parcheggi e servizi hanno reso più semplice muoversi e vivere le giornate, lasciando più tempo agli incontri: una sosta agli stand, una chiacchierata al ritorno dai blocchi, il ritrovo con gli amici prima di una proiezione o di un concerto. Complice il bel tempo, la nuova area è diventata il luogo in cui fermarsi anche senza un appuntamento in programma, lasciando che un incontro portasse al successivo.
La scalata come punto di partenza
In Valle Orco l’arrampicata ha una storia che si incontra sulle pareti, nelle fessure e nei racconti di chi le frequenta. Il festival ha offerto l’occasione di entrarci, ciascuna con la propria esperienza: provando un passaggio sui boulder, affrontando una tecnica nuova o confrontandosi con atleti incontrati fino a quel momento soltanto attraverso uno schermo.
Boulder su roccia, competizione promozionale FASI su struttura artificiale, workshop di trad e arrampicata in fessura, sicurezza e preparazione fisica e mentale hanno composto il cuore sportivo dell’edizione. Attorno, yoga, attività outdoor e proposte per bambini e famiglie hanno aperto il festival a modi diversi di vivere la montagna.
Il programma degli incontri con gli atleti ha attraversato storie e sensibilità differenti. She Rocks, con Caroline Ciavaldini, Michelle Kao Voss e Naïle Meignan, ha messo al centro coaching e condivisione tra donne climber. Once Upon a Time in Orco, con Leo Gheza, Klaas Willems e Andrea Migliano, ha accompagnato i partecipanti alla scoperta della storia della Valle attraverso alcuni dei suoi tiri.
Con All the Tall Things, James Pearson, Melissa Le Nevé e Jacopo Larcher hanno portato il confronto nel mondo degli highball. Tickmarks, insieme a Marco Sappa, Hector Ravanel e Connor Herson, ha dato spazio alle domande che accompagnano la pratica: l’etica, il clean climbing e il rapporto tra trad e arrampicata sportiva. Occasioni per condividere conoscenze, ma anche dubbi, scelte e interpretazioni personali.
Alla presenza degli atleti La Sportiva si sono aggiunti Hamish McArthur con Vibram, e Jana Švecová, Mirco Grasso e Niccolò Bartoli con Wild Country. Talk e proiezioni hanno continuato ad alimentare il racconto dell’arrampicata, accompagnando il pubblico attraverso esperienze, viaggi e modi diversi di interpretare la montagna.
Tra i momenti destinati a entrare nella storia di questa edizione c’è anche la prima salita onsight di Greenspit, realizzata da Connor Herson durante il festival. Una delle fessure simbolo della Valle Orco è stata salita al primo tentativo, senza prove precedenti: un’impresa che aggiunge una nuova pagina alla storia dell’arrampicata nella valle e rende ancora più speciale il ricordo del VOCF 2026.
Dalla roccia al filo, fino alla musica
L’energia del VOCF ha attraversato anche le fettucce, grazie a Torino sul Filo, al Valle Orco Highline Festival e a Spyder Slackline, che hanno sostenuto e arricchito l’evento portando la propria community e la cultura della slackline e dell’highline. Prove aperte al pubblico, workshop e contest di freestyle e velocità hanno aggiunto nuove occasioni per mettersi in gioco e fermarsi ad ammirare chi, sul filo, si muove con sorprendente naturalezza.
A regalare al pubblico un altro momento di spettacolo è stata Giada Regoli, con un’esibizione di trickline che ha trasformato la fettuccia in un palcoscenico: salti, evoluzioni e acrobazie hanno tenuto gli occhi della ciurma rivolti verso l’alto.
E quando le scarpette lasciavano spazio alle scarpe da ballo, il ritrovo era sotto il palco. Dai DJ set di Fakies e Technotanaro alla musica dal vivo dei Lhi Balos e dei The Gamblers, fino alle selezioni di Nacho Tranquilo e The Dreamers, le serate hanno dato un altro ritmo al festival. A illuminare la notte anche il fire show di Lotte, tra musica e giochi di fuoco.
Un grazie a tutti gli artisti, ai gruppi e ai DJ che hanno accompagnato queste giornate: dopo gli ultimi tentativi sui blocchi, hanno trovato il modo di far spendere alla community le energie rimaste, e forse anche qualcuna che pensava di non avere più.
Pirati, con una rotta condivisa
Il tema di questa edizione, “Pirati”, ha trovato il proprio senso nello spirito del raduno: la curiosità di esplorare, il desiderio di scegliere una direzione e la responsabilità di prendersi cura dei luoghi e delle persone con cui si condivide il viaggio. Un immaginario vicino alla storia dell’arrampicata e a quella libertà che, in montagna, richiede attenzione e consapevolezza.
A rendere possibile tutto questo è stato il lavoro di una ciurma numerosa: organizzatorə, staff, volontari, guide, atleti, espositori e partner, insieme a chi ha accolto il festival sul territorio. Organizzato da Adventure Factory A.S.D., con il patrocinio del Comune di Ceresole Reale e della FASI, il VOCF rivolge un ringraziamento particolare all’amministrazione comunale, alle istituzioni e alla comunità locale che hanno accompagnato questa nuova edizione.
Infine, grazie a chi ha lavorato dietro le quinte: chi ha montato e smontato, preparato i blocchi, accolto il pubblico, cucinato, servito, seguito le attività e tenuto in movimento il festival. Il risultato di questa edizione porta anche la firma di tutte queste persone, spesso lontane dai riflettori, ma presenti in ogni dettaglio delle giornate.
Ora che gli stand sono stati smontati e il village si è svuotato, restano i numeri di una grande edizione e il valore degli incontri che l’hanno riempita. Restano il ricordo di quattro giornate luminose, una nuova area che la community ha subito apprezzato e la soddisfazione di chi ha partecipato, lavorato e sostenuto il festival. Insieme hanno costruito un’edizione che dà già voglia di tornare.
Fonte organizzazione